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CASTEL DEL MONTE, IL PIÙ CELEBRE DEI CASTELLI FEDERICIANI.

Siamo nel territorio dell’Alta Murgia, in Puglia, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, a 18 km dalla città di Andria.

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Quando con l’auto si attraversa la lunga e rettilinea strada statale 170 di Castel del Monte (SS 170), ora strada provinciale 7 di Castel del Monte, che taglia le dolci colline tipicamente pugliesi, gialle di grano in un giugno pieno di sole come solo al sud Italia sa essere, e che porta a Castel del Monte, il maestoso monumento federiciano inizia a svettare in lontananza quasi subito.

Il castello è sempre di fronte a noi, non ci perde mai di vista, e noi non perdiamo lui, che svetta su una di quelle dolci colline gialle e verdi. Esercita su di noi un magnetismo, che solo le grandi opere d’arte riescono ad esercitare.

Ad un certo punto, però, bisogna lasciare l’auto e continuare a piedi, salendo per le curve che portano alla collina da cui il Monte domina. E’ una salita che vale la pena fare. Già prima di entrare nel castello stesso, infatti, è possibile godere di un paesaggio mozzafiato, che domina su tutta la campagna circostante, e anche sui centri abitati dei dintorni.

Le nostre aspettative non sono tradite e la visione dal reale conferma la sua meritata fama. Castel del Monte è un assoluto capolavoro dell’architettura medievale, costruito intorno al 1240 per volere dell’Imperatore Federico II di Svevia, di cui sembra sintetizzare lo spirito “cosmopolita”, come lo definiremmo oggi. La corte di Federico II, quella di Palermo, era infatti nota per avere una connotazione fortemente interculturale, potendo vantare la presenza di studiosi greci, arabi, ebrei dediti ai vari campi di interesse dell’Imperatore, che annoveravano la matematica, l’astronomia, la geometria. Pertanto non è insolito che a Castel del Monte si combinino elementi culturali provenienti da diverse civiltà mediterranee.

La maestosa struttura in pietra calcarea si erge su una pianta ottagonale, alla quale, ad ogni angolo, si innestano otto imponenti torri, anch’esse a pianta ottagonale, in cui sono poste le scale a chiocciola che collegano i due piani del castello. L’ingresso principale, in breccia corallina, riproduce la forma di un arco trionfale classico che incornicia un arco a sesto acuto. L’interno, che presenta delle alte volte a crociera o a botte, appare oggi totalmente spoglio, era però in origine riccamente decorato da marmi e mosaici, di cui restano soltanto pochissime tracce poiché gli spazi interni sono stati interamente depredati delle decorazioni che dovevano conferire un aspetto sontuoso. Nelle sale è evidente la presenza di quelli che erano i camini, di cui rimane soltanto la struttura.

Il maniero federiciano è ricco di fascino e mistero, per la sua forma e per la sua collocazione, apparentemente periferica, ma in realtà in prossimità della strada che collegava Andria ed il Garagnone – presso Gravina – importanti nuclei insediativi dell’epoca.

La zecca della Banca Centrale Europea gli ha reso omaggio dedicando la moneta da 2 cent di euro.

Il mistero è parte integrante di questo luogo, del quale non è ancora stata definita in maniera specifica la destinazione d’uso, nonostante sia stato oggetto di studio in circa 500 ricerche. Se per molti studiosi sarebbe un normale castello, con funzioni difensive, per altri sarebbe un tempio esoterico. Recentissimi studi di alcuni ricercatori del Politecnico di Bari hanno poi rilevato che il castello sembra concepito e realizzato come una macchina di ingegneria idraulica, e sono arrivati a ipotizzare che Castel del Monte fosse una sorta di hammam arabo, un luogo dedicato alla cura per il corpo, forte della presenza di cinque cisterne pensili, di cui due a piano terra, e cinque grandi camini per il riscaldamento.

“Castel del Monte possiede un valore universale eccezionale per la perfezione delle sue forme, l’armonia e la fusione di elementi culturali venuti dal Nord dell’Europa, dal mondo Musulmano e dall’antichità classica. È un capolavoro unico dell’architettura medievale, che riflette l’umanesimo del suo fondatore: Federico II di Svevia.”

Con questa motivazione, nel 1996, il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO ha inserito il castello nella World Heritage List.

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